Se la vita fosse un romanzo o un film questa storia si aprirebbe con una descrizione dell’aula di tribunale dove si tenne un processo, il Maxiprocesso, terminato il 16 dicembre 1987 e tenuto a Palermo. Le accuse contestate agli imputati riguardavano le attività illecite compiute da Cosa nostra,la mafia siciliana.Salvatore Riina, meglio conosciuto come Totò Riina, detto Totò u Curtu per la sua corporatura.
Luciano Liggio chiamato dagli inquirenti La primula rossa e noto pluriomicida.
Giuseppe Calò soprannominato Pippo conosciuto come il cassiere della Mafia perché era coinvolto nel riciclaggio di denaro sporco.
Michele Greco soprannominato Il papa per la sua abilità a mediare tra le varie famiglie mafiose.
Bernardo Provenzano, detto Binnu u tratturi per la violenza con cui falciava le vite dei suoi nemici.
E non sarebbero reali nemmeno le 400 persone indagate in quel processo per crimini legati alla criminalità organizzata.
Ma la vita non è un romanzo o un film. E' fottutamente reale.
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