venerdì 1 maggio 2009

Settantanovesimo Capitolo

"Se la morte non fosse una soluzione l'uomo avrebbe già trovato un modo per aggirarla."
Emil Cioran filosofo e saggista rumeno

E' in questi giorni, quando il sole dovrebbe affacciarsi alla finestra, quando uno si aspetta la svolta. Quando il cielo ti cade addosso tutto d'un colpo. Quando perdi una persona cara che conoscevi da una vita. Quando non ti senti pronto e ti senti solo asciugato. Quando la prigione del perchè si stringe intorno. Quando sei alla deriva e navighi senza rotta.
Quando vedi la sofferenza e la morte. Quando la vedi intorno a te, quando la senti e la puoi toccare e ti attraversa lo scheletro e ti smembra come un'esplosione.
Quando dimentichi di sognare l'infinito.
In questi momenti capisco che l'essere umano si aggrappi a qualsiasi cosa possa alleviargli le sofferenze: Dio, la famiglia, l'amore, i ricordi.
Quando la vita ti passa oltre, e rivedi i momenti che ti passano accanto lì sei solo e piangi dentro di te. Ed hai paura. E non esiste farmaco, soluzione o proverbio che ti possa aiutare. Sei solo.
Allora ti aggrappi a ciò che ti da un momento di serenità.
Debolezza? Solo paura? Fede? Solo disperazione?
Forse. Ma perchè perdere anche l'ultimo briciolo di speranza? Anche se sembriamo cani affamati, luridi di fango che disperati non vogliono mollare l'ultimo brandello di carne attaccato all'osso, poco importa. Perchè questo ci rende uomini.

Voi a che pensate nei momenti di sconforto? Quale è la vostra ancora?
Una lacrima per ogni pensiero felice.

venerdì 24 aprile 2009

Settantottesimo Capitolo

Credimi anche quando credi che non ci sia più niente da fare, passo
dopo passo c'è sempre speranza..

anche se è così difficile a volte non buttare tutto,
dare un senso alla follia e trovare ancora magia nonostante tutto,
portare via il lutto, per vivere ancora, perchè anche morendo cammino
e questo è fino alla mia ora.
Se nelle mie mani ho la capacità di scrivere,
allora ho le ali per alzarmi da questa città e sopravvivere,
perchè non fa ridere vivere in una comunità di vipere,
che sa prendere il grosso ma non lo sa dividere,
e grido questo è tutto mio, mentre morsico il grasso.

E in questo cammino dove nessuno è mai abbastanza vicino
per capire quanto fa male svegliarsi al mattino
e sapere che anche oggi dovrai uccidere un drago
e poi ritrovarti ubriaco
e gridare al cielo non cado
ma se è così che deve andare lo accetto
se il verdetto è sperare e continuare a camminare lo rispetto
perchè ho nel petto la fiducia di chi vede
e anche se brucia si va avanti, sempre, e ora questa è fede.
da "Passo dopo passo".

martedì 7 aprile 2009

Settantasettesimo Capitolo

"Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera."
S.Quasimodo

Dove è finito Dio?
Grazie al cielo, Vale sta bene, l'ho sentito al telefono e sta bene. Ho avuto paura. Ma sta bene.
Forza ragazzo mio, siamo con te.
Ritorna.

mercoledì 1 aprile 2009

Settantaseiesimo Capitolo

"Tutti i cambiamenti, anche i più desiderati, hanno la loro malinconia, perché ciò che lasciamo dietro è una parte di noi. Dobbiamo morire in una vita prima di poter entrare in un'altra"
A.France

In realtà il gioco è molto semplice. Forse vi sembrerà banale. Magari stupido. Magari avete buttato lì le prime 3 parole che vi venivano. Ma se lo avete fatto con coscienza... vi stupirà.
Questo test psicologico fu creato da Carl Jung, un neoplatonico vero, più di 50 anni fa.
Veniamo a noi.
L'oro rappresenta la figurazione di noi stessi, ciò che pensiamo del nostro futuro e della nostra proiezione in esso. Spesso lo descriviamo come prezioso e lucente. A volte lo sminuiamo chiamandolo freddo, costoso, avaro e pesante. A volte invece gli attribuiamo aggettivi come futile, di apparenza più che di effettiva sostanza.
L'animale, invece, è ciò che pensiamo degli altri, del prossimo, del mondo che ci circonda. Possiamo credere che gli altri siano intelligenti, fedeli, calmi, liberi, forti, dolci. Ma spesso ne veniamo sovrastati e intimoriti e le persone che ci circondano le percepiamo come aggressive, superbe.
Il bacino d'acqua è ciò che rappresenta la nostra sessualità. Possiamo raffigurarci il sesso come calmo, profondo, puro, silenzioso e rilassante. Oppure attribuirgli paure e incertezze definendolo piatta, incerta, scura, silenziosa.
L'ultima, la stanza, è la raffigurazione della nostra morte. Ciò che pensiamo noi del trapasso. Spesso qui la situazione viene descritta come disperata, terminale, chiusa, noiosa, triste, opprimente. Ma anche enigmatica e pulita e eterea e intonsa.
Jung sosteneva che rispondere sinceramente a questo test permetteva all'esaminatore di creare un profilo attendibile in pochi minuti.
Tutte menzogne secondo voi?
Allora rileggete bene le vostre risposte. Ne siete ancora sicuri?

lunedì 23 marzo 2009

Settantacinquesimo Capitolo

"Tutto è relativo. Prendi un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie."
A.Einstein

Vorrei che trovaste 10 minuti di pace nella vostra giornata burrascosa. 10 minuti di calma. Prenditi una bella pausa e fai un respiro. Profondo.
Ecco. Ci siamo. Ora. Facciamo un gioco.
Pensa a 3 aggettivi che descrivono l'oro.
Poi pensa a 3 aggettivi che descrivono un animale, quello che stai pensando in questo momento.
Ora pensa a 3 aggettivi che descrivono un bacino d'acqua.
Infine pensa a 3 aggettivi che descrivono una stanza dalle pareti bianche, senza finestre, nè porte.
Postali sul blog.
Ti sembra una sciocchezza. Vedremo. Sei curioso? Siamo o no nell'epoca dei quiz?
Eccovi accontentati.

sabato 14 marzo 2009

Settantaquattresimo Capitolo

Quando The Boss ritorna con una canzone così... Che dire?

"Hai mai visto uno stupido pony in un campo così felice e libero?
Se lo hai mai visto allora hai visto me
Hai mai visto un cane con una zampa sola che cammina per strada?
Se lo hai mai visto allora hai visto me
Allora hai visto me, quello che arriva e aspetta
davanti ad ogni porta
Allora hai visto me, quello che se ne va sempre
con qualcosa in meno rispetto a quando è arrivato
Allora hai visto me, scommetti che riesca a farti sorridere
quando il sangue bagna il pavimento
Dimmi, amico, puoi avere qualcos’altro?
Dimmi, puoi chiedere qualcos’altro?
Hai mai visto uno spaventapasseri pieno solo di polvere e fieno?
Se hai mai visto quello spaventapasseri allora hai visto me
Hai mai visto un uomo con un braccio
solo prendere a pugni l’aria?
Se hai mai visto quest’uomo con un braccio solo
allora hai visto me
Allora hai visto me, quello che arriva e aspetta
davanti ad ogni porta
Allora hai visto me, quello che se ne va sempre
con qualcosa in meno rispetto a prima
Allora hai visto me, scommetti che riesco a farti sorridere
quando il sangue bagna il pavimento
Dimmi, amico, puoi avere qualcos’altro?
Dimmi, puoi chiedere qualcos’altro?
Mi allontano dalle cose che mi hanno procurato conforto
Non posso rimanere nel luogo che considero la mia casa
La mia unica fede risiede nelle ossa rotte e nei lividi che mostro
Hai mai visto un uomo con una gamba sola
che prova a danzare per trovare la sua libertà?
Se hai visto quell’uomo con una gamba sola allora hai visto me..."

sabato 7 marzo 2009

Settantatreesimo Capitolo

"Quante volte hai peccato figliolo?
Beh, padre, non voglio farle fare le ore piccole e quindi la informerò solo dell'ultima infornata..."
M.Rourke

Per quei capitoli della vita che si intitolano "a volte ritornano".
Ci sono le solite facce che vediamo in televisione. Ragazze belle e patinate, da copertina. Uomini che passano giorni allo specchio davanti alla loro immagine sbiadita. Ci sono quelli che si credono star a tutto tondo, gente che rimane tutta la vita sul palco, e non scendono mai, nemmeno per vivere.
E poi. Poi ci sono loro. Artisti maledetti.
Gente come Mickey Rourke. Nome falso, età sconosciuta, vita discontinua e turbolenta.
Ma vera.
A cui puoi credere quando dice" The Wrestler parla della mia vita, delle lotte e dei miei fallimenti. E del fatto che non mi spezzo mai". Che ha recitato in capolavori come Angel Heart, Sin City, Domino e The Rainmaker ed in altri film assoluta spazzatura. Che non ha mai perso un incontro di pugilato. Che viene fotografato mentre parla con Evan Wood, un'attrice di 22 anni, e che reagisce a voci infondato di un possibile flirt dicendo "Evan è una buona amica, se becco il frocio che ha scritto quelle stronzate su di noi gli spezzo le gambe".
Che è stato accantonato dal mondo dello spettacolo da tempo, che era in cima e poi è caduto, affondato, affogato. E scomparso.
Ma come tutti i grandi poi rinato.

Questo post è dedicato ad un'amica e a chi come lei ha la forza di rimettersi in gioco, a chi scommette e punta tutto per vincere, per rialzarsi, per tornare a volare.
Scommettere tutto anche a costo di perdere tutto. Per non avere rimpianti.

venerdì 20 febbraio 2009

Settantaduesimo Capitolo

"Perduto è tutto il tempo che in amor non si spende".
T.Tasso

Quale è il significato di amarsi?
Oggi ho visto l'amore. Dolce e perfetto, di una coppia di anziani di oltre novantanni.
Lui praticamente bloccato a letto dal mal di schiena, con in testa una cuffia buffa di color azzurro e rosso. Lei arzilla che fa gli onori di casa. Lui che non pronuncia bene le parole che escono un po' biascicate ma lei, oramai abituata, lo capisce lo stesso. Lui stanco e avvilito dal dolore, con occhi da salice piangente. Lei che si sfrega le mani per scaldarsi, infreddolita nonostante quelle 4 maglie.
Lui con un viso solcato da pesanti rughe e segni indelebili del tempo come cicatrici sulla corteccia di un albero. Medicine sparse nella stanza.
Ed è in quella camera che lei gli si avvicina, prende una coperta pesante e lo copre. Ma lo fa con l'amore di una mamma per il figlio appena nato. I gesti sono lenti ma risoluti, dolci e armonici nonostante l'età che li appesantisce. Gesti che sono una carezza nel tempo.
Ed io, uscito da quella casa, respiro raggi di sole a pieni polmoni. Non occorre che mi volti indietro. Ho visto abbastanza. Per un secondo ho visto l'amore eterno.

lunedì 9 febbraio 2009

Settantunesimo Capitolo

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l' aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Prenditi gioco della notte,
del giorno, delle strade
contorte dell' isola,
riditela di questo rozzo
uomo che ti ama.
Ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano,
negami il pane, l' aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perchè io ne morrei.

Non credo che la vicenda abbia bisogno di molte parole. Speriamo che gli ipocriti benpensanti, maledetti figli di nessuno, finalmente riescano a stare zitti.
Basta. Basta. State zitti. Zitti.
Ed ora un po' di pace.

Pequeña rosa, rosa pequeña,
a veces,
diminuta y desnuda,
parece que en una mano mía cabes.
P.Neruda

venerdì 6 febbraio 2009

Settantesimo Capitolo

"Credo che le cose veramente naturali siano i sogni, poiche la natura non li può corrompere"
B.Dylan

Nei meandri più oscuri, nei reconditi antri bui della mente si stagliano e si celano.
Lì, immobili e inafferrabili. Fatui.
I sogni.
Sono interpretabili? Esiste una spiegazione ragionevole che ne determini un filo logico? O secondo voi sono solo un insieme di immagini e voci e storie che abbiamo raccolto durante la gornata e che poi ricapitoliamo.
Oppure il sogno, secondo voi, ha una funzione fisiologica, di modo che l'organismo possa mantenere il cervello sempre in funzione, anche durante la notte e il sonno.
E poi, i sogni aiutano a capirci? E voi, lo avete un sogno ricorrente?

"Il futuro che ci mostra il sogno non è quello che accadrà, ma quello che vorremmo accadesse. La mente popolare si comporta qui come fa generalmente: crede in ciò che desidera."
S. Freud
Ma disse anche: "Si può sognare una moltitudine di bevande; ma quando si ha vermente sete, bisogna alzarsi per bere."