domenica 25 gennaio 2009

Sessantanovesimo Capitolo

"La nostra vita scaturisce dalla morte degli altri."
Leonardo da Vinci

Vorrei incontrare e conoscere:
Roberto Baggio,
Freddie Mercury, Marco Travaglio, Tyler Durden, Axl Rose, Claudio Bisio, il mio io, il Caravaggio, Marilyn Monroe, William Wallace, Sigmund Freud, il mio super-io, il Mantegna, Diego Armando Maradona, John Malkovic, MalcomX, Jennifer Lopez, dr Spencer Reid, il mio Es, Dante Alighieri, Quentin Tarantino, Beppe Grillo, Chuck Palahniuk, Gesù Cristo, Charles Manson, John Lennon, Benji Price, Valentino Rossi, mio nonno, Elvis Presley, Lupo Alberto con Enrico la Talpa, JAx, Caio Giulio Cesare, Eva, Francesco Totti, me tra 30 anni, Batman senza Robin, Boris "Schivapallottole", Terence Hill e Bud Spencer, Ayrton Senna, Leonardo da Vinci, Donatello, Michelangelo, Raffaello, Rocksteady&Bebop, Giuda, Ken Shiro, Fabio Capello, Clark Kent, il buono, il brutto, il cattivo, George Clooney, Osama Bin Laden, l'ultimo dei mohicani, l'avvocato Prisco, Fiorello e Gianni Minà, Siddharta, Baudelaire, Albert Sabin, Mozart, dr House, colonnello Kurtz, Heath Ledger.

E a voi? chi manca? chi vorreste incontrare?

mercoledì 21 gennaio 2009

Sessantottesimo Capitolo

"Sai, certi uomini non sono tipi da matrimonio: la complessità della nostra natura non può essere compresa da una sola donna."
Grissom

Sai che ti amo. Ed è come se ti avessi amato da sempre. Ultimamente non sono stata troppo bene. A dire la verità, sono stanca. In questi ultimi mesi ho capito una cosa e non riesco a liberarmene. I fantasmi del mio passato mi hanno sempre accompagnato, giorno e notte. E ora ho capito una cosa. E' arrivato il momento di liberarmene.
Ma non posso farlo qui. Mi dispiace. Non è importante con quanta forza io cerchi di liberarmene, ma la sensazione che devo andare via non mi abbandona mai.
Non so dove andrò. Ma so di dover andare.
Cerca di stare bene amore mio. Sappi che ho lottato molto per restare, sappi che sei il mio unico e grande amore. Mi mancherai ogni istante. La nostra vita insieme è stata l'unica vera famiglia che io abbia mai avuto, e non la cambierei con niente.
Ti amo. Per sempre.
Addio.

venerdì 9 gennaio 2009

Sessantasettesimo Capitolo

"Tutti noi moriamo. L'obiettivo non è vivere per sempre, è creare qualcosa che viva per sempre."
Chuck Palahniuk

2009.
Anno nuovo, vita nuova si diceva. Che volete che vi dica: speriamo.
Per iniziare bene l'anno nuovo volevo proporre questa nuova iniziativa. Mi piacerebbe che tutti i visitatori condividessero un libro con gli altri. Non sto dicendo che dovete dirmi il vostro libro preferito. Dovete solo indicarne uno che vi ha travolto, che è stato un fiume in piena, uno spartiacque per la vostra vita. Magari non è nemmeno conosciuto, magari rileggendolo non vi piace nemmeno. Ma scrivetelo. Così, per condividere qualcosa, una parte di noi, una parte del nostro passato. Un pezzo di strada della vostra vita.
Non deve necessariamente essere un capolavoro, anzi.
Deve solo essere stato il libro giusto letto nel momento perfetto.
La vita è una questione di alchimia no?

Volete leggere qualcosa per cui vale la pena vivere? Prendetevi Soffocare o Diary di Chuck Palahniuk. Ho letto un suo libro anni fa, consigliato bene da un amico con i miei stessi gusti. Non l'ho mai ringraziato abbastanza penso.

domenica 21 dicembre 2008

Sessantaseiesimo Capitolo

Ci sono quelli che il 24 devono ancora fare i regali. Quelli che invece li hanno già fatti a novembre. E quelli che li reciclano.
Quelli per cui "natale è con i tuoi e pasqua con chi vuoi". E quelli che odiano avere i parenti nel soggiorno di casa.
Ci sono quelli che amano svegliarsi presto la mattina di natale e correre ad aprire i regali sotto l'albero. Quelli che "i regali li porta il Gesù Bambino, mica quel vecchietto vestito di rosso e con la barba posticcia".
Quelli che " il Santo Natale è il giorno del signore, il rimanente è la festa dello spreco e del consumismo scellerato".
Ci sono quelli che "a natale ci si vuole più bene".
Ci sono quelli che "il 25 è un giorno come gli altri, la differenza è che mangio tortellini e non pastasciutta". E quelli che "noi i pacchi li si apre il 24 perchè è la tradizione".
Quelli che l'albero deve toccare il soffitto e il presepe deve essere il più grande del quartiere".
E poi.
Poi ci sono quelli che credono ancora in babbo natale e lasciano sul tavolo biscotti e un bicchiere di latte. Che si chiedono dove vengono parcheggiate le renne. Quelli che odiano le lucine messe per le strade già a novembre. Che odiano il pomeriggio del natale, e che pensano che in quel giorno dovrebbero esserci due mattine. Che amano la notte della vigilia, quando il buio serpeggia e sibila tra i lampioni della città e trasmette una lacrima di serenità.
Che amano tutto del natale. Incondizionatamente.
E che lo aspettano per 364 giorni l'anno.
Voi, chi siete?

lunedì 15 dicembre 2008

Sessantacinquesimo Capitolo

"Paghiamo un prezzo per tutto quello che facciamo in questo mondo e anche se vale la pena avere delle ambizioni sappiamo che queste non si realizzano a poco prezzo."
Lucylle M.Montgomery

In un mondo dove tutti abbassano la testa, dove le idee mettono paura, dove il come vale più del cosa e del chi, mi piace elogiare chi protesta. E spesso non mi importa nemmeno del motivo. Non importa se condivido o meno il fatto. L'importante è far sentire che noi ci siamo. Che non possono ignorarci.
Il post di oggi lo dedico allora ad Al-Zaidi, giornalista della rete televisiva al-Baghdadia. Me lo immagino, incazzato, sfinito, disilluso, lì contro il mondo, in piedi, che urla "Cane!", sbraita e tira due scarpe all'uomo più importante del mondo.
Poi viene fermato, si arrende, senza violenza, e viene trasportato fuori e fermato. Ora rischia 7 anni di carcere. Forse ha sbagliato il modo, direte voi. Così non si fa direte. L'educazione è importante, direte.
Forse.
Ma ve li immaginate Gianni Riotta o Bruno Vespa protestare contro qualcuno, credere in qualcosa? Io no. E mi fanno schifo.
Per quello, Al-Zaidi, sono con te.

lunedì 1 dicembre 2008

Sessantaquattresimo Capitolo

Oggi primo dicembre è la giornata mondiale contro l'AIDS. E' stata scelta questa data perchè proprio il primo dicembre del 1981 fu diagnosticato il primo caso di AIDS. Da allora sono morte 25 milioni di persone.
Nell'africa sub-sahariana ora come ora sono infette 30 milioni di persone, il 60% della popolazione generale, in prevalenza donne.
Vi sembra una malattia lontana che non ci tocca?
Qui in Italia l'incidenza della malattia è all'incirca di 10 abitanti ogni 100 mila persone.
Sicuramente l'emergenza e la paura ha sviluppato la ricerca consumando fondi e risorse come mai prima nella storia dell'uomo, disgiungendo difatto così il binomio HIV-AIDS.
Negli anni '80 il tempo medio di sopravvivenza dalla diagnosi era di circa 12 mesi. Ora siamo passati, in pazienti che non hanno altri problemi, ad una sopravvivenza media di 20 anni. Mica male.

Solo un appunto. In Africa l'AIDS è solo la terza malattia per gravità nei bambini. Prima abbiamo la diarrea che spesso risulta fatale in pazienti malnutriti e il morbillo. Ma di questi nessuno parla. Ma si sa, questa è un'altra storia.

"Sai qual è il problema che poi non è un problema che quando io sto bene non c'è niente che io tema. Ma guarda bene dove vai, apri gli occhi resta sveglio. La mia generazione e quella di altra gente all'idea di questo rischio sintonizza la sua mente . Io nel mio piccolino qui lo rappo e qui lo scrivo quando non conosco a fondo metto su il preservativo."
Da - Sai qual è il problema?-

sabato 22 novembre 2008

Sessantatreesimo Capitolo

"Colui che si accosta al tempio delle muse privo di ispirazione, illudendosi che le doti di artigiano possano bastare, resterà per sempre un improvvisatore, e i suoi versi arroganti verranno oscurati dal canto dei folli."
Platone

Il fatto è che passiamo la vita a cercare di esprimerci al meglio, ma senza avere niente da dire. Il vuoto. Vorremmo che la creatività fosse un sistema di causa ed effetto. Vorremmo risultati. Un prodotto vendibile. Vorremmo che alla dedizione e alla disciplina corrispondessero pari riconoscimenti e gratificazioni. Ci sciroppiamo la routine della scuola, dell' accademia, il nostro corsettino di diploma delle belle arti e ci esercitiamo, ci esercitiamo, ci esercitiamo. Poi con tutto il nostro eccellente bagaglio tecnico, i nostri anni passati nella teoria in quel momento esatto ci rendiamo conto di non avere niente da documentare. Il nulla. Oblio.
E niente ci fa più incazzare di quando un tossico marcio, nullafacente e nullatenente, un fancazzista, un pervertito, uno psicotico con delirio erotomane sforna un fottuto capolavoro.
Così, per caso.
Chi siamo noi nel quadro?

mercoledì 12 novembre 2008

Sessantaduesimo Capitolo

"Quasi sempre, in politica, il risultato è contrario alle previsioni."
F.R. de Chateaubriand

Sarà la pioggia. O finalmente l'aria dell'inverno che timida scalza l'audace brezza d'ottobre. Sarà la speranza. Sarà quel che volete ma io respiro aria nuova. Aria di rinnovamento. Sia ben chiaro, non è una vera e propria folata di tempesta. E' al massimo un venticello, un ponentino. Ma questo mi basta. Dobbiamo farcelo bastare. Obama. Un presidente degli stati uniti nero che vince contro un attempato bianco ex-militare in pensione. Potrebbe non significare niente. Ma. Ad un anno dalla morte del tifoso Gabriele Sandri, a 5 dalla strage di Nassiria, con l'Alitalia che cancella oggi altri 100 voli e i sindacati che continuano a fare richieste, con gli studenti che protestano per il gusto di protestare e poi ineggiano al '68, con le borse che non decollano, con tutto questo ci sarebbe poco da stare allegri. Ma io dico Obama. E un po', e per poco, torna il sorriso.
Solo a me?

mercoledì 5 novembre 2008

Sessantunesimo Capitolo

Sì, vaffanculo anche tu. Affanculo io? Vacci tu! Tu e tutta questa merda di città e chi la abita. In culo ai mendicanti che mi chiedono soldi e che mi ridono alle spalle. In culo ai lavavetri che mi sporcano il vetro pulito della macchina. In culo ai russi di Brighton Beach. Mafiosi e violenti, seduti nei bar a sorseggiare il loro tè, con una zolletta di zucchero tra i denti. Rubano, imbrogliano e cospirano. Tornatevene da dove cazzo siete venuti! In culo agli agenti di Borsa di Wall Street, che pensano di essere i padroni dell'universo. Quei figli di puttana si sentono come Michael Douglas-Gordon Gekko e pensano a nuovi modi per derubare la povera gente che lavora. Sbattete dentro quegli stronzi della Enron a marcire per tutta la vita. E Bush e Cheney non sapevano niente di quel casino? Ma fatemi il cazzo di piacere! In culo alla Tyco, alla ImClone, alla Adelphia, alla WordCom! In culo ai portoricani, venti in una macchina, e fanno crescere le spese dell'assistenza sociale. In culo ai negri di Harlem. Non passano mai la palla, non vogliono giocare in difesa, fanno cinque passi per arrivare sotto canestro, poi si girano e danno la colpa al razzismo dei bianchi. La schiavitù è finita centotrentasette anni fa. E muovete le chiappe, è ora! In culo ai poliziotti corrotti che impalano i poveri cristi e li crivellano con quarantuno proiettili nascosti dietro il loro muro d'omertà. Avete tradito la nostra fiducia! In culo ai preti, che mettono le mani nei pantaloni di bambini innocenti. In culo alla chiesa, che li protegge non liberandoci dal male. E dato che ci siamo, ci metto anche Gesù Cristo. Se l'è cavata con poco. Un giorno sulla croce, un weekend all'inferno, e poi gli alleluia degli angeli per il resto dell'eternità. Provi a passare sette anni nel carcere di Otisville. In culo a Osama Bin Laden, a Al Qaeda e a quei cavernicoli retrogradi dei fondamentalisti di tutto il mondo. In nome delle migliaia di innocenti assassinati, vi auguro di passare il resto dell'eternità con le vostre settantadue puttane ad arrostire a fuoco lento all'inferno. Stronzi cammellieri con l'asciugamano in testa, baciate le mie nobili palle irlandesi!

E. Norton in "La 25esima ora"

lunedì 27 ottobre 2008

Sessantesimo Capitolo

"La televisione non potrà reggere il mercato per più di sei mesi. La gente si stancherà di passare le serate a guardare dentro una scatola di legno."
1946 - D.F.Zanuck

A volte credo che basterebbe poco per migliorare il mondo. Almeno il nostro, di mondo. Piccoli gesti. Uno tra tutti i possibili? Spegnere la televisione.
Al diavolo i telegiornali, le risse mediatiche, le menzogne in diretta, le banalità di un presentatore invecchiato sotto le luci di un riflettore. Al diavolo le vallette figlie delle femministe: donne, era questa l'emancipazione che cercavate? Al diavolo gli urlatori, i comici che non fanno ridere, e i grandi occhi che ti seguono fino all'inferno. Al diavolo tutto il circo, tutto il baraccone di nani pelosi e bestie mutate. Basta. Lasciateci in pace. Dove è finita la normalità?

Il sintomo più evidente della decadenza delle trasmissioni è che la pubblicità è spesso migliore del programma stesso. Gli spot sono più pensati, meglio costruiti. A volte terribili, ma a volte geniali. A volte poetici. Come questo di Ricky Tognazzi.
"La vita è un insieme di luoghi e di persone che scrivono il tempo. Il nostro tempo. Noi cresciamo e maturiamo collezionando queste esperienze. Sono queste che poi vanno a definirci. Alcune sono più importanti di altre perchè formano il nostro carattere. Ci insegnano la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. La differenza tra il bene e il male. Cosa essere e cosa non essere. Ci insegnano chi vogliamo diventare. In tutto questo alcune persone, alcune cose, si legano a noi in modo spontaneo e inestricabile. Ci sostengono nell'esprimerci e nel realizzarci. Ci legittimano nell'essere autentici e veri. E se significano veramente qualcosa ispirano il modo in cui mondo cambia. E si evolve. E allora appartengono a tutti noi e nessuno."